Atella

Centro molto antico, ripopolato a più riprese nella storia da gente proveniente da altre aree limitrofe. Nel XIV secolo, Giovanni d’Angiò volle rifondare e riorganizzare Atella, oltre a favorirne il suo popolamento, specialmente da Monticchio, Sant’Andrea, Agromonte, Lagopesole, facendone un centro economico e militare tra i più rilevanti nella regione.

Barile

I suoi abitanti sono discendenti di esuli greco-albanesi, giunti sulle falde del Vulture circa 5 secoli fa, in fuga dal loro paese in seguito all'invasione turca dei loro luoghi di origine. Dopo tanto tempo, in questo piccolo paese è ancora parlata la lingua arbëreshe e sono ancora vive le tradizioni d’origine balcanica.

Ginestra

I suoi abitanti sono per lo più i discendenti di esuli greco-albanesi che nel 1478 in queste contrade, originariamente denominate Lombarda Massa, trovarono dimora grazie alla concessione del feudatario di Ripacandida, Troiano Caracciolo.

Melfi

Capitale del regno normanno, Melfi è la città federiciana per eccellenza, avendo rivestito un ruolo politico particolarmente centrale al tempo dell’imperatore Federico II di Svevia. Alcuni riferimenti storici fanno ritenere il nome Melfi derivante dalla presenza del torrente Melfia, un corso d’acqua significativo anche in considerazione dei tanti ritrovamenti archeologici (in particolare tombe e insediamenti d’epoche diverse).

Rapolla

Le origini di Rapolla risalgono al X sec. quando in queste terre si stabilì un gruppo di monaci basiliani che fecero erigere un convento. Nel 1042 il paese divenne una fortezza normanna prima di esser distrutta nel 1187 dai Melfitani e ricostruita subito dopo da Guglielmo il Buono.

Rionero in Vulture

Situato a sud-est del Monte Vulture, Rionero è immerso in un paesaggio ricco e accogliente, caratterizzato da vigneti, oliveti e folti boschi. Qui la fertilità del terreno e la sua favorevole esposizione hanno consentito lo sviluppo della viticoltura, la cui massima espressione è l'Aglianico Del Vulture, e dei castagneti da frutto.

Ripacandida

L'abitato di Ripacandida sembra sia sorto dopo l'invasione gotica di "Candida Latinotum", i cui abitanti si rifugiarono sul territorio dove sorge attualmente il borgo e che diedero il nome al paese. Secondo alcuni studiosi, invece, il nome deriva dal colle di colore bianco su cui sorge.  Il centro attuale è situato in parte su un insediamento frequentato dal VII al IV sec.a.C.. 

Ruvo del Monte

Ai confini con la Campania, Ruvo del Monte è stato in passato uno snodo fondamentale che collegava la regione limitrofa con l'entroterra della Basilicata. Per questo ha visto il passaggio di numerose civiltà che si sono susseguite nel corso del tempo. Probabilmente l'abitato fu fondato dai Sanniti col nome di Rufrae, anche se il primo documento che cita il paese con il nome di Ruvo risale al 1045.

San Fele

Le origini di San Fele risalgono intorno all'anno 1000, quando Ottone I di Sassonia fece edificare in quest'area un castello fortezza per avvistare eventuali assedi da parte dei Bizantini. Circa un secolo dopo cominciarono a sorgere intorno al castello i primi nuclei abitativi; il quartiere sviluppatosi lungo le pendici del Monte Castello è stato rinominato "Rione Costa".

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