Racconti

Un viaggio tra parole, emozioni e memorie del territorio del Vulture

In “Racconti d’autore” si narra il Parco e il suo territorio da un altro punto di vista: è quello di studiosi, ricercatori, scienziati e scrittori che nel corso del tempo hanno visitato il Vulture.

Emerge un percorso che racconta innanzitutto il grande valore naturalistico di quest’area, svelandone aspetti meno conosciuti ma estremamente affascinanti.

È poi una raccolta insolita di sensazioni, suggestioni ed emozioni vissute da chi ha soggiornato all’ombra dell’antico vulcano e ha saputo tradurle in parole.

Renato Spicciarelli

Renato Spicciarelli, docente universitario, è tra i massimi esperti del Vulture. Da molti anni studia la complessa biologia della falena Brahmaea europaea. Nel 1997 per la prima volta ha osservato in natura i suoi bruchi, da allora ha codificato i loro particolarissimi comportamenti nello straordinario habitat di Grotticelle d’Ofanto. In passato, in qualità di responsabile, ha coordinato un gruppo di lavoro nell’ambito del programma Rete Natura 2000 per le aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria) Monte Vulture, Monte Paratiello e Grotticelle di Monticchio.

Il suo è più di un racconto. È un itinerario multiforme sulla vita dell’antico vulcano e dei suoi straordinari ambienti che si dipana variamente per mezzo degli occhi dello studioso. Il Vulture viene delineato dalle sue origini prestando attenzione all’influenza che esso ha avuto sul territorio circostante, contribuendo a disegnarne il paesaggio e a definirne le peculiarità: la magnifica montagna appare così in tutta la sua complessità e bellezza.

Approfondimenti

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Un'isola dal nome di avvoltoio

Si erge imponente il Vulture, isolato com’è tra pianure. L’antichissima montagna, cara al poeta latino Orazio, è un vulcano. Dal tempo della sua edificazione, circa 750.000 anni fa, è l’indiscusso protagonista primigenio delle vicende geografiche, botaniche, zoologiche, antropologiche, cui è andato incontro l’ambiente naturale circostante. Dal suo ultimo fuoco, circa 125.000 anni fa, il paesaggio...
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Il vulcano: dinamica eruttiva, geosito

La storia eruttiva del Vulture è iniziata più di 700.000 anni fa. È il solo vulcano italiano a essere ubicato sul versante orientale della catena appenninica. L’edificio vulcanico presenta una morfologia molto complessa. Si è andato realizzando attraverso diverse fasi alterne di costruzione e distruzione, perciò la sua forma non è immediatamente riconducibile a quella...
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I laghi e le acque minerali

Il Lago Piccolo e il Lago Grande di Monticchio sono alimentati da acque sotterranee e meteoriche. Quelle del “Piccolo” si versano nel “Grande” attraverso un canale artificiale, mentre le acque di quest’ultimo invaso, per mezzo del Torrente Laghi, si versano nell’Ofanto, confine tra la Campania e la Basilicata. Il Piccolo ha le rive prive di...
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Le sorgenti, le fontane, le cascate

Le sorgenti vulturine si possono distinguere in due gruppi: quelle con acque poco mineralizzate e povere di CO2 e quelle con acque mineralizzate e ricche di CO2. Esse emergono su tutto il monte, da poco sotto la sommità fino alla base dell’apparato vulcanico. Hanno età molto differenti e, sebbene vi siano falde basali sovrapposte, queste...
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Il paesaggio vivente

Il paesaggio del Vulture è particolarmente diversificato. Le sue aree naturali dimostrano un’eccezionale biodiversità oggetto di studi da parte di numerosi botanici che, nel corso tempo, si sono avvicendati tra questi boschi. Essi hanno lasciato interessanti testimonianze delle loro peregrinazioni, redigendo inventari sulla flora che ricopre questo Monte. Oggi tali studi sono di estremo significato:...
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La flora spontanea

Nel Vulture si segnala la presenza di numerosi taxa di notevole interesse conservazionistico e biogeografico. Il pungitopo (Ruscus aculeatus) è inserito nella Direttiva “Habitat” 92/43/CEE. Altre specie sono protette a livello regionale dal D.P.G.R. n. 55 del 18 marzo 2005, il decreto che identifica le specie della flora regionale prioritariamente da salvaguardare e il diverso...

Parole

Le parole di alcuni dei personaggi più illustri che hanno visitato la terra del vulcano e ne sono rimasti affascinati

Giuseppe Ungaretti, 1934, Il deserto e dopo, da Venosa a Caposele

“(…) incontriamo il Vulture nero con i suoi quattro o cinque dentacci. Acqua, fuoco: eruzioni e alluvioni hanno dato l’impronta ai pietroni d’intorno (…) Uscendo da Rionero, vediamo un enorme masso di verde boschivo che s’innalza cupo al cielo: è il Vulture che torna a farsi vedere. Gli corriamo ai piedi sino ad Atella dove,...

Quinto Orazio Flacco, I secolo a. C., Odi

Me fabulosae Volture in Apulo altricis extra limina Pulliae ludo fatigatumque somno fronde nova puerum palumbes texere, mirum quod foret omnibus quicumque celsae nidum aceruntiae saltusque bantinos et arvum pingue tenent humilis forenti, ut tuto ab atris corpore viperis dormirem et ursis, ut premerer sacra lauroque conlataque myrto (…)   Sul Vulture d’Apulia sfuggito al...

Guido Piovene, 1957, Viaggio in Italia

“Ma forse la scoperta più impressionante (…) è il Vulture coi suoi boschi e i due laghi di Monticchio (…) Il Vulture è un vulcano spento (…) abbonda d’acque minerali medicamentose, solo in parte sfruttate. Sul Vulture si soffermarono geologi e antropologi, essendo una delle plaghe italiane più adatte ai loro studi, anche per i...

Domenico Tata, 1778, Lettera sul Monte Vulture

“Prima di ogni altra cosa è duopo, che io mi protesta di non intendere affatto, con questa mia lettera, alterare, o mettere in quistione il tanto ragionato sistema (…) ma intendendo anzi di aggiunger pruove a pruove; dirò solo che il Monte, di cui stratta, non riconosce il suo principio da semplice esplosione di fuoco...

Renato Spicciarelli, 2004, La Psiche del Frassino

“Lei, l’adulto, è una lady, fluttuante ed elegante nel volo. Smetterà i colori intensi e vistosi del bruco per apparire sobria (…) Vola su un cuscino d’aria sempre più piccolo, è il suo stesso fiato a darle quota e coraggio, e il suo respiro è affannoso per la generosa forza riposta (…) Il bruco, terreno...

Edward Lear, 1852, Journals of a landscape Painter in Southern Calabria and the kingdom of Naples

“A more exquisite specimen of monastic solitude cannot be imagined (…) and the entire shutting out of all distance, makes the quiet romance of S. Michele and its lake complete (…)”

Francesco De Sanctis, 1875, Un viaggio elettorale

“Era dinanzi a me una larga distesa di cielo. Mi parea vedere lontano il Vulture, con la sua cima nevosa, fiammeggiante un giorno, e con le spalle selvose, onde si stende quel bosco infinito e quasi ancora intatto, che si chiama Monticchio (…) Tutto si trasforma, e qui la trasformazione è lenta. Si animi Monticchio,...