Rapolla è un borgo del Vulture dalle origini antiche, noto per la sua tradizione vinicola, le sorgenti termali e il patrimonio storico-religioso. Situato tra colline e paesaggi vulcanici, rappresenta un luogo dove natura e cultura si intrecciano armoniosamente.
439m
Altitudine
Potenza (PZ)
Provincia
4116
Abitanti
Benvenuti a Rapolla
La storia di Rapolla
Le origini di Rapolla risalgono al X secolo, quando un gruppo di monaci basiliani si stabilì nel territorio fondando un primo insediamento religioso. Nel 1042 il borgo divenne una fortezza normanna, prima di essere distrutto nel 1187 dai Melfitani e successivamente ricostruito da Guglielmo il Buono.
Di grande interesse è la Cattedrale, costruita nel XII secolo, caratterizzata da un portale in stile romanico e da un campanile risalente al 1209. Nel territorio è stato inoltre rinvenuto un sarcofago romano, oggi conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Melfi.
Il paese è noto per la produzione vinicola e olivicola, con il vino conservato nelle caratteristiche cavità scavate nel tufo vulcanico, oggi parte del Parco Urbano delle Cantine.
Rapolla è anche una località termale: le sorgenti furono scoperte agli inizi dell’Ottocento, mentre lo stabilimento termale fu realizzato nel 1961. Le acque, classificate come minerali, acidulo-ferruginose e salso-sulfureo-bicarbonato-alcaline, sono utilizzate per trattamenti terapeutici e per la produzione di fanghi.
Rapolla nel Parco del Vulture
Il 12,6% del territorio comunale di Rapolla, pari a circa 374 ettari, ricade all’interno del Parco del Vulture.
Il centro abitato si sviluppa su un crinale degradante verso est, delimitato a nord dal torrente Melfia, nell’area delle fonti termali, e a sud dal torrente Ontrolmo, dove si estende il Parco Urbano delle Cantine.
Nel territorio del parco sono presenti castagneti di pregio, oliveti e vigneti di alta qualità, tra cui spicca il vitigno Malvasia.
In un dirupo, lungo la strada che conduce alla stazione ferroviaria, si trova la suggestiva Chiesa del Crocifisso, edificata su una laura basiliana e successivamente utilizzata dai benedettini. Al suo interno sono conservati affreschi del XIII secolo raffiguranti Cristo in trono, la Madonna, San Benedetto, Roberto d’Angiò e Sancia d’Aragona.
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