Giuseppe Zanardelli

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Più volte il parlamentare rionerese aveva descritto all’on. Zanardelli le condizioni di estrema miseria ed arretratezza del Mezzogiorno d’Italia.Tanto da convincere Zanardelli, presidente del Consiglio dei Ministri, a compiere, nel 1902, il famoso viaggio in Basilicata per conoscere “de visu” le reali condizioni socio - economiche della nostra regione.

Dal 26 al 29 settembre 1902 nel lungo e faticoso viaggio intrapreso per conoscere di persona le problematiche dell'Italia Meridionale, il Primo Ministro Giuseppe Zanardelli, fu ospite, di Giustino Fortunato uomo politico e storico nato a Rionero fra i più importanti rappresentanti del Meridionalismo.

“L’on. le Zanardelli, - riportò la Tribuna di Roma il 28 settembre 1902 - partito iersera da Melfi, giunse qui a Rionero prima di mezzanotte. Era accompagnato da Ciuffelli, Talamo, Fortunato, Granturco, Lacava, Pavoncelli e Torraca. Tutti sono ospiti in casa Fortunato. Una gran folla accolse il ministro, che si tratterà qui oggi e domani per riposarsi e meditare il discorso, che dopodomani a sera terrà a Potenza. Il tempo si è rimesso buono”. “Nella serata del 28 settembre vi fu un sontuoso pranzo, in casa Fortunato, in onore del Presidente del Consiglio, cui parteciparono le autorità locali, i sindaci del Mandamento e i deputati qui convenuti”.

“Allo champagne - riporta sempre la Tribuna di Roma il 29 settembre -, si levò il sindaco di Rionero, avv. Eugenio Brienza, che, a nome dei conterranei, inneggiò al patriottismo di Giuseppe Zanardelli, augurando che, pel bene del Mezzogiorno, egli rimanga ancora lungamente a capo del Governo. Seguì l’on. Granturco, che disse di aver suggerito a Giustino Fortunato di scrivere in onore di Zanardelli gli ultimi volumi della preziosa collana storica, onde, con singolare magistero di storico, di artista, egli seppe illustrare la nativa valle di Vitalba. Profondamente commosso, il Presidente del Consiglio si alzò a sua volta, e riaffermando la sua decisa volontà di fare tutto quanto sia possibile pel bene di queste regioni, e ringraziato per le sue parole l’on. Granturco, a lui legato da vincoli di antica affettuosa amicizia, brindò a Melfi, a Rionero, alla casa ospitale del suo carissimo amico Fortunato”. “L’on. le Fortunato rispose, con commovente semplicità, che il massimo onore della sua casa sarà l’aver ospitato Giuseppe Zanardelli”.

Una piccola lapide, posta sulla parete dell’elegante scala marmorea che porta al piano superiore del palazzo, ricorda il breve soggiorno dell’illustre ospite che “qui indagati i mali della Basilicata, meditò provvedimenti a lenirli”.

Cfr. “Giuseppe Zanardelli e Giustino FortunatoMichele Traficante - SIDERURGIKA TV web


Giunto a Melfi il 26 settembre nel tardo pomeriggio dopo aver onorato Rocchetta Sant'Antonio di una breve sosta. Il banchetto serale fu preceduto da un discorso dell’onorevole Giustino Fortunato che espresse tutta la propria ammirazione per la rettitudine ed il coraggio di Zanardelli. Terminata la cena, il Presidente si trasferì in treno a Rionero in Vulture dove fu ospitato nel palazzo dei Fortunato. Nei due giorni successivi l'agenda presidenziale si fece meno fitta. Non mancarono certo le delegazioni, ma Zanardelli, protetto dalla premurosa ospitalità dell'amico Fortunato, si riservò un po' di tempo per riflettere sulla sua recente esperienza e stendere il discorso conclusivo da pronunciare a Potenza.

"con la più coscienziosa accuratezza ho interrogato i rappresentanti dei mandamenti, e Comuni, non solo dei paesi visitati, ma di quelli ove non mi recai e i cui rappresentanti vennero a raggiungermi nel mio passaggio: ho interrogato Consiglieri provinciali, Sindaci, Giunte municipali.

Autorità governative, giudiziarie e finanziarie. Ho interrogato medici, maestri, ispettori scolastici, presidenti e membri delle Congregazioni di carità e associazioni operaie e proprietari terrieri e contadini. Li ho interrogati sui fatti ed udii la loro opinione sui rimedi. Ebbi da moltissimi Comuni, da associazioni ed istituti un numero stragrande di memoriali cui diedi un rapido sguardo negli scorsi giorni e che studierò amorosamente a Roma."

Rientrato a Roma, Zanardelli si preoccupò subito di mantenere l'impegno, di analizzare i memorandum raccolti durante il suo viaggio. D'intesa con il Ministro dei Lavori pubblici affidò pertanto all'ingegner Eugenio Saint Just, capo del Genio Civile di Cagliari, il compito di trarre dai memorandum gli elementi per delineare una strategia di intervento, distinguendo tra i provvedimenti immediati e quelli più strutturali. L'accurato studio condotto da Saint Just costituì il nucleo centrale della legge speciale per la Basilicata, presentata alla Camera nel giugno del 1903. L'anziano Presidente del Consiglio non poté purtroppo seguire l'iter della legge che con tanta determinazione aveva voluto. In novembre le sue condizioni di salute già precarie si aggravarono, costringendolo alle dimissioni, un mese più tardi morì, senza aver potuto vedere tutti i frutti della svolta liberale che aveva impresso alla politica italiana. Testimonianza tangibile della politica inaugurata da Zanardelli a favore delle comunità Lucane, è il fondo archivistico del Commissariato civile per la Basilicata, istituito con la legge per la Basilicata del 31 marzo 1904, n. 14017, conosciuta anche col nome di legge Zanardelli. Permise la gestione dei fondi, la programmazione, progettazione e realizzazione di opere di ammodernamento e infrastrutturazione nella regione. Da annoverare anche nell’area del Vulture nel comprensorio di Atella, le diverse opere pubbliche di consolidamento, viabilità, sistemazioni idrauliche e di bonifica del territorio. Il commissariato fu soppresso nel 1923.

Cfr. Zanardelli in Basilicata – di Roberto Poggi